martedì 17 aprile 2018

IO SONO TEMPESTA

(id.)
regia: Daniele Luchetti (Italia, 2018)
cast: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco
sceneggiatura: Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Giulia Calenda
fotografia: Luca Bigazzi
scenografia: Paola Comencini
montaggio: Mirco Garrone
musiche: Carlo Crivelli
durata: 96 minuti
giudizio:


trama: Il facoltoso faccendiere Numa Tempesta viene condannato per evasione fiscale e costretto a scontare la pena presso i servizi sociali, dove dovrà mettersi a disposizione di coloro che stanno ai margini della società. Nel centro di accoglienza incontrerà Bruno, giovane padre finito in mezzo alla strada insieme al figlioletto...


dico la mia: C'era una volta un Autore, ovvero Daniele Luchetti, un tempo regista impegnato e attento ai temi sociali, con risultati spesso lusinghieri (Il portaborse, La nostra vita, il bellissimo La scuola) e ora tristemente regredito al punto di confezionare, dopo il già non indimenticabile Chiamatemi Francesco, il film più sconclusionato e imbarazzante della sua carriera, arrivata davvero a un punto di non ritorno.

A dir la verità, nel canovaccio di Io sono Tempesta una parvenza di impegno sociale pareva esserci, ed è quello che ha illuso tanti cinefili speranzosi (come me) che dopo la marchetta pagata a Papa Bergoglio Luchetti fosse tornato al cinema impegnato degli esordi, oltretutto con un film in apparenza perfino provocatorio: la storia di Numa Tempesta, ricco e discusso imprenditore condannato per evasione fiscale ai servizi sociali, non poteva non far pensare alla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi: ci eravamo illusi, insomma, che Luchetti avevsse potuto giocare un perfido scherzo a Paolo Sorrentino, bruciando sul tempo l'uscita dell'attesissimo Loro...

Invece, ovviamente, niente di tutto questo. Malgrado l'impegno di un dignitoso Marco Giallini (e quello, invece, al minimo sindacale, di uno svogliato Elio Germano) l'ultimo film di Luchetti sbanda rovinosamente fin dalle prime immagini (introdotte da una ruffianissima citazione musicale di Ho visto un re, cantata da Cochi e Renato) arrivando a scomodare addirittura Frank Capra e intestardendosi, sciaguratamente, nello scimmiottare lo humor proletario di Aki Kaurismaki senza averne il minimo senso della misura e la minima cognizione di causa: una commedia che vorrebbe essere fiabesca, cinica, profonda, e che invece fallisce sotto tutti gli aspetti, dal tono del racconto fino alla caratterizzazione dei personaggi.

Personaggi (tutti) che risultano macchiettistici, indefiniti, non credibili, oggetti estranei a un film pieno di luoghi comuni, sottilmente maschilista (possibile che tutte le prostitute debbano essere sempre ingenue, felici, colte e realizzate nel loro "mestiere"?) e, soprattutto, senza la minima intenzione di denunciare alcunchè: in Io sono Tempesta non si ha mai la sensazione di assistere a presa di posizione nei confronti degli squali della finanza o dei faccendieri spregiudicati che si arricchiscono sulle disgrazie di chi sta in fondo alla scala sociale... tutto viene svilito a una farsa tipicamente italiana pecoreccia e pretestuosa, che mette tante carte in tavola ma senza avere alcun "carico" in mano.

Così, tra un'incredibile e sballata citazione di Shining (sì, avete capito bene!) e qualche stanca trovata di sceneggiatura (i derelitti che diventano complici, senza distinzione tra buoni e cattivi) tra cui l'immancabile, consolatorio e politicamente correttissimo happy end, il film si trascina per 96 minuti che paiono eterni... Ecco, la brevità è forse l'unico vero pregio di questo guazzabuglio di immagini senza costrutto, pesante battuta d'arresto per un regista come Luchetti cui, tuttavia, mi vorrei intestardire nel dare ancora qualche chance: la sua carriera parla (ancora) per lui. In fondo, sono solo film.

11 commenti:

  1. Mi piace Giallini: visto il trailer in tv, mi incuriosiva vederlo nelle parti dell'evasore fiscale chiamato a redenzione (eh sì, l'happy ending è ovviamente scontato).

    Diciamo che la tua recensione non mi incoraggia a vederlo :D

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    1. Giallini è l'unica nota salvabile in questo gran brutto film. E' un buon attore, anche se gli fanno fare sempre gli stessi ruoli... però innegabilmente è bravo, niente da dire.

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  2. Con una recensione così penso che sia in gara per il premio CHIAVICA 2018

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  3. Diciamo che non avevo nessun dubbio in proposito!

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    1. Io invece sì, li avevo... o almeno mi illudevo che potesse essere un film dignitoso. Luchetti in passato ne ha fatti, e anche di alta fattura. Per questo mi sono cascate le braccia: la delusione è stata più grande (forse) del risultato effettivo.

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  4. Non posso che accodarmi ai commenti sopra: anch'io sono andata a vederlo speranzosa che Luchetti potesse tornare ai film d'impegno degli anni passati, ma la speranza (ahime) è durata ben poco

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    1. Ti capisco benissimo... stesse mie considerazioni.

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  5. A me, invece, è piaciuto. Sono d'accordo con te nel ritenerlo uno strano oggetto filmico ma io ho apprezzato questa stranezza. Non concordo neppure con il giudizio negativo sulle prove attoriali perché ritengo che tutti gli attori siano stati più che convincenti e che Giallini regga il film e dia credibilità ad un personaggio che poteva facilmente diventare caricaturale affidato ad un attore meno capace.

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    1. Fa sempre piacere una voce "fuori dal coro", ti aiuta a riflettere... che dire: degli attori salvo solo Giallini, mentre Germano mi ha dato proprio l'impressione di essere lì solo a libro paga. Ma aldilà di questo ciò che mi ha "irritato" è il tentativo (per me mal-riuscitissimo) di voler dare al film un tono cinico/grottesco "alla Kaurismaki" senza avere nemmeno un grammo della poetica del maestro finlandese. Ne è venuto fuori un oggetto "ibrido" che non diverte, non indigna, non emoziona, non scalda mai i toni. Perfettamente insulso e inutile. Per non parlare della satira politica e sociale: pensavo (speravo) che fosse un film graffiante e provocatorio su Berlusconi e sul sistema-Italia, invece è tutto stemperato all'acqua di rose, non "osa" mai, non si spinge mai oltre i binari dell'ovvietà. La citazione di "Shining", poi, è davvero agghiacciante. Onstamente non saprei cosa salvare (Giallini a parte)

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  6. Pensa che l'ultimo film che ho visto al cinema in Italia e' stato Anni felici,e mi erano piaciuto. Ma questo mi sa di stronzatona e tu me ne hai dato conferma!

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