mercoledì 1 marzo 2017

T2 TRAINSPOTTING

(id.)
regia: Danny Boyle (Gb, 2017)
cast: Ewan McGregor, Johnny Lee Miller, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Anjela Nedjalkova, Kelly MacDonald
sceneggiatura: John Hodge
fotografia: Anthony Dod Mantle
scenografia: Mark Tildesley
montaggio: Jon Harris
musica: Allan Jenkins
durata: 117 minuti
giudizio: 


trama:  Mark Renton torna a Edimburgo dopo la rocambolesca fuga all'estero di vent'anni prima, conclusasi con 20mila sterline in saccoccia e l'illusione di una vita "normale". Ma ora l'illusione è finita e non gli resta altro che l'amicizia dei vecchi compagni di siringa, Spud e Sick Boy, riluttanti ma disposti a perdonarlo. Dovrà però fare i conti con lo psicopatico Begbie, evaso di prigione e deciso ad ammazzarlo a mani nude, ad ogni costo...



dico la mia:  Diavolo di un Danny Boyle! Solo lui poteva realizzare dopo vent'anni un sequel così ruffiano, patinato, nostalgico, eppure terribilmente efficace e struggente, malinconico, a tratti divertentissimo, di sicura presa sul pubblico. Un pubblico fatto però di quarantenni maschi, romantici e poco inclini alla modernità... temo infatti che i giovani d'oggi capiranno ben poco di questo secondo capitolo, faticando a comprendere quanto questo film sia indissolubilmente legato al primo Trainspotting e quanto quel primo capitolo abbia influenzato la sua epoca, fino a diventare un cult assoluto.

Eppure Trainspotting 2 (o semplicemente T2, per brevità) non poteva essere realizzato in altro modo che così, sfruttando l'effetto-nostalgia e prendendo scientificamente le distanze dal predecessore, fino a diventarne la sua perfetta antitesi: tanto il primo film era irriverente, caustico, sboccato, scorrettissimo, questo è invece modaiolo e dolente, pieno di luci soffuse, effetti flou, giochi di montaggio. D'altra parte sarebbe stato impossibile creare un altro film dirompente e scioccante come l'originale, divenuto simbolo di una generazione e irripetibile per  modi e contenuti (venne definito l' Easy Rider degli anni '90). Boyle invece contestualizza la "gioventù bruciata" dell'epoca e la ribalta vent'anni dopo, mostrando quello che è rimasto. In pratica, senza più la rabbia e l'incoscienza della giovinezza, il nuovo Trainspotting diventa un impietoso ma lucidissimo ritratto del tempo che passa, e che non necessariamente porta consiglio.

I quattro protagonisti, infatti, sono più disgraziati che mai: Mark, quello che era scappato con i soldi (degli altri) non è riuscito a rifarsi una vita e torna (forse) per cercare perdono o almeno per togliersi un peso. Spud è sempre drogato marcio, vorrebbe suicidarsi ma accoglie con affetto l'amico. Sick Boy, che ha rilevato lo squallido pub di famiglia, ingoia il rospo cercando di mettersi in affari con lui e la sua amichetta bulgara per rinnovare il locale e farne un bordello di lusso. Begbie dal canto suo è più matto e violento che mai: uscito di galera, pensa solo a vendicarsi contro Mark. A fare da sfondo una Edimburgo moderna eppure sempre plumbea, fatiscente e respingente verso chi vive ai margini, desolante terra di nessuno.

Trainspotting vent'anni dopo è un film dal fiato corto ma dal sarcasmo feroce, amaro e lucidissimo. Quella che per altri registi può apparire solo retorica per Boyle è un mezzo di espressione, un efficace strumento per esternare la propria malinconia e il proprio "affetto" verso i suoi personaggi, segnati dal tempo ma ancora, a loro modo, fortemente umani. Non sarà il pugno dello stomaco del primo capitolo ma rimane una bellissima fotografia di quattro losers sconfitti dalla vita ma uniti nella loro stravagante dignità. Si ride (tanto, specie nella fantastica sequenza del pub protestante) e ci si commuove pure, accompagnati da una colonna da urlo (che mette insieme Iggy Pop, The Queen, The Clash, Frankie Goes to Hollywood...) e che ci conduce fino agli splendidi titoli di coda. Il mondo crolla, insieme alle nostre certezze, mentre rimane la droga per consolarci... ma dall'eroina dei "tempi eroici" si è passati alla dipendenza dai social network e i cellulari. E non è affatto un progresso.

24 commenti:

  1. secondo me, "Trainspotting", è un genere a se stante, incasellarlo è durissimo...
    è per questo che, sebbene sia abbastanza curiosa di vedere il sequel, parto critica a dire poco

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    1. Vero. E proprio perchè incasellabile Boyle ha girato, a mio giudizio, l'unico sequel possibile... ovvero in linea con i tempi che corrono (vedi recensione) e con risultati apprezzabili.

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  2. La vedo esattamente come te.
    Sequel all'altezza del primo, mitico capitolo.
    Sarà ruffiano, sarà nostalgico, ma non è gratuito.
    A me è piaciuto, ha la stessa anarchia registica e visuale del primo episodio, ha la stessa follia (stavolta quarantenne, quindi disillusa) e ha la stessa forza.
    Ovvio che siamo legati al primo, perché eravamo (e erano) tutti più giovani e incazzati, ma questo T2 ha il suo perché :)

    Moz-

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    1. Assolutamente d'accordo. Oddio... forse è un pochino meno "anarchico" del primo, però concordo sul fatto che abbia la stessa forza: la forza della maturità (parlo ovviamente del regista, non certo dei protagonisti :) )

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  3. non ho letto tutta la rece perché lo vedrò a breve .Felice di vedere il tuo giudizio positivo e anche quello dell'utente sopra di me.Poi ripasso....

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    1. ... e io aspetto molto volentieri il tuo commento. A risentirci!

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  4. Tocca rivedere il primo. Quando uscì ero nato, sì, ma piccolino, e l'ho recuperato più di qualche anno fa, ma senza cognizione di causa. L'ho guardato così, non sapendo di essere al cospetto di un cult generazionale. Dovevo farmi l'occhio. Guarderò anche il seguito, ovviamente, ma senza fretta. Non voglio arrivare impreparato. :)

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    1. Ci sono film che sono figli della loro epoca, e che non "invecchiano" benissimo. Ecco, senza timore di essere blasfemo, secondo me il primo Trainspotting appartiene a questa categoria: per certi versi lo paragonerei a "Easy Rider", un film "simbolo" ma, a mio giudizio, più importante che bello. Mentre invece questo sequel è molto più "film" e molto più maturo. A me è piaciuto molto.

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  5. Dici bene, ruffiano, nostalgico ma che ha ancora qualcosa da dire e lo dice un gran bene. Risate amare, insomma, anche da un'ancora ventenne che il primo Trainspotting lo ama e lo venera ;)

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    1. L'ho sempre detto che tu sei giovanissima... :)

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  6. Come Lisa, ne parli molto bene, mentre finora ne avevo letto peste e corna.
    Spero davvero di non rimanere deluso.

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    1. È vero, questo film è stato spernacchiato dalla critica... magari non ci ho capito niente io, però a mio modesto parere l'errore da non commettere è quello di paragonarlo con il primo capitolo. Non solo per fare raffronti, ma proprio perché sono due film completamente diversi (per non dire opposti) e vanno giudicati singolarmente.

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  7. Dici bene...
    A me è piaciuto lo schifo che c'è dentro T2... Che poi è quello schifo che mi sta intasando la testa. Tutta quella finta nostalgia, che mi lega al passaggio...
    Ci voleva un film così che mi ricaricasse le pile :)
    Felicissimo di aver visto T2

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    1. E' stata per me una delle migliori sorprese di questa stagione. E dire che non mi aspettavo nulla, anzi ero perfino prevenuto...

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  8. Come sai, non avevo amato il primo (la mia indole "bacchettona" - lo ammetto - me lo faceva respingere inconsciamente) e anche a questo non gli davo una lira. Però se ne parli così... che dici, ci riprovo?
    Un abbraccio.

    Mauro

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    1. Non è questione di essere "bacchettoni", Mauro: ognuno di noi ha la propria sensibilità e ragiona con il proprio cervello riguardo certi temi. Non devi certo vergognarti a dire che un film non rientra nelle tue corde! Ad ogni modo, come ho detto questo sequel è molto diverso (per non dire opposto) rispetto al primo, e quindi fossi in te una chance gliela darei... :)

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  9. E' vero: la colonna sonora è davvero da urlo, e infatti da giorni risuona nella mia auto :) :)
    sul film sono un po' meno entusiasta di te, ma ammiro l'intelligena di boyle, uno che davvero non fa mai cavolate... ha un rendimento regolarissimo, un vero passista!

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    1. Proprio così, il paragone "ciclistico" è perfetto! E la colonna sonora la ascolto a manetta pure io... :)

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  10. eccomi,

    ammetto che nonostante la doppia firma di Welsh e Boyle,il timore che fosse un pochino un operazione commerciale, tipo l' ultimo star wars per intenderci,ce l'avevo.
    Invece si è rivelato un godibilissimo sequel,personalmente leverei almeno mezza stella al tuo giudizio,ma son dettagli.

    Promosso in pieno.

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    1. Le "stelle" sono solo un giochino per cinefili... e un mezzo per attirare l'attenzione dei lettori! ;) non bisogna dargli troppa importanza.
      Contano i contenuti e le discussioni: mi fa piacere che il film ti sia piaciuto e che hai capito lo "spirito" che c'è dietro. Sul fatto, poi, che un film sia più o meno "commerciale" si potrebbero scrivere fiumi di innchiostro. A me personalmente l'aspetto commerciale non ha mai dato fastidio: se si è bravi si possono girare film di cassetta ma che sono comunque capolavori: Hitchcock era ance lui un regista "commerciale"... :)

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  11. sui film commerciali io non ho nessun pregiudizio(ce l'ho un po con le operazioni commerciali....) , poi dici benissimo

    "si possono girare film di cassetta ma che sono comunque capolavori"


    il punto era che mentre star wars mi è sembrato un film ,ben girato ok,ma praticamente inutile, (un operazione commerciale)

    t2 è un film di valore e non solo un prodotto per fans (cosa che comunque a me sarebbe andata bene lo stesso,dato il legame che ho con il primo di 20 anni fa)

    p.s. lode al maestro

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  12. Purtroppo rimanda così tanto al primo capitolo da non vivere di luce propria, almeno per me :/ ho percepito più la parte "ruffiana" che il resto, forse perché non sono 'in età' da capirlo...

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    1. Beh, oddio: sicuramente il fatto di aver "vissuto" il primo film aiuta, però onestamente non l'ho trovato affatto carico di luce riflessa. Questione di empatia, come sempre...

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