sabato 11 febbraio 2017

SMETTO QUANDO VOGLIO - MASTERCLASS

(id.)
regia: Sydney Sibilia (Italia, 2017)
cast: Edoardo Leo, Stefano Fresi, Greta Scarano, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Giampaolo Morelli, Libero De Rienzo, Pietro Sermonti, Lorenzo Lavia, Marco Bonini, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio
sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua 
fotografia: Vladan Radovic
scenografia: Alessandro Vannucci
montaggio: Gianni Vezzosi
musica: Michele Braga
durata: 118 minuti
giudizio: 


trama:  Pietro Zinni, ancora in carcere per traffico di droga (dopo la condanna per i fatti del primo film) si vede offrire dal commissario di polizia Paola Coletti un'inaspettata scappatoia per la libertà: dovrà ricostituire (clandestinamente) la vecchia "banda" di ricercatori per ripulire la città dagli spacciatori di droghe sintetiche ancora in circolazione.


dico la mia:  "Non sembra nemmeno un film italiano", era il commento di molti spettatori in sala, ed è forse il complimento più bello che si possa fare a Sydney Sibilia e soci: intendiamoci, non c'è nessuna intenzione di sparare a zero sul cinema di casa nostra (che su queste pagine abbiamo sempre difeso quando necessario), è semplicemente una considerazione (giusta) che viene naturale allo spettatore medio davanti a un prodotto come questo, davvero inclassificabile nella produzione nazionale e che si inserisce in un filone nuovo, quello di un cinema che omaggia i generi, che si rivolge finalmente al pubblico, che non ha paura di battere strade difficili e poco frequentate...

Siamo, insomma, dalle parti di Lo chiamavano Jeeg Robot, Veloce come il vento, i Manetti Bros. e Stefano Sollima, autori che non hanno paura di confrontarsi con i colossi americani, che "scimmiottano" (in senso buono!) i grandi classici del passato attualizzandoli e rendendoli fruibili a tutti, dimostrando che anche da noi un cinema diverso è davvero possibile, e forse anche necessario.

E se due anni fa avevamo applaudito con convinzione il frizzante primo capitolo di Smetto quando voglio, un po' acerbo ma divertentissimo e "cattivo" al punto giusto, la soddisfazione è doppia nel constatare che questo sequel è perfino migliore: è vero, si ride meno e a denti stretti rispetto al primo episodio (cosa che in tanti hanno criticato... ma dove sta scritto che il film sarebbe dovuto essere per forza una commedia? ) però dal punto di vista strettamente filmico, per costruzione, struttura, regìa, script, cura dei dettagli, il livello è nettamente più alto: se infatti il primo capitolo pagava un evidente tributo a un capolavoro immortale come I soliti ignoti, oltre che a una sceneggiatura fragile e frammentaria, legata all'inesperienza, in Masterclass non ci sono davvero debiti da assolvere, anzi... Sibilia lo trasforma in un riuscitissimo omaggio ai grandi generi cinematografici: dal western (la grandiosa scena dell'assalto al treno), al gangster-movie, al noir, all'action, perfino alla fantascienza (il non-finale, che annuncia un terzo capitolo ancora in lavorazione, ricorda tantissimo quello di Ritorno al futuro).


Lo spunto di partenza di Masterclass è ovviamente sempre lo stesso, vale a dire la frustrazione dei laureati italiani che non riescono a trovare un lavoro che li valorizzi, ma stavolta lo svolgimento è molto più solido e lineare, impreziosito anche dal pugno new-entry che vanno a irrobustire un cast già affiatato (accanto ai "reduci" Edoardo Leo, Stefano Fresi, Pietro Sermonti, Valerio Aprea e compagnia arrivano l' ingegnere Giampaolo Morelli, l'anatomista Marco Bonini, il nuovo cattivo Luigi Lo Cascio - proprio lui! - e la bella poliziotta Greta Scarano). Tutti insieme ci faranno vivere di nuovo le folli avventure di una banda di "intellettuali" costretti a delinquere per sbarcare il lunario... e ci fa piacere constatare che la vena sarcastica e molto critica del film precedente non si è per niente affievolita.

Così, in attesa del terzo capitolo (che uscirà il prossimo autunno) mettiamoci comodi e godiamoci beatamente un'altra pellicola solidissima, graffiante, inusuale, degna di un cinema che cita i generi ma non li copia, che diverte ma non banalizza, che sa andare veloce ma frena nei momenti necessari (quelli più personali e intimi). Che, insomma, non sembra nemmeno italiana...

10 commenti:

  1. Forse sarà stato l'effetto sorpresa del primo, ma sul livello "nettamente più alto" non sono tanto d'accordo: per me 2 dei 3 personaggi nuovi sono poco riusciti. Poi il film decolla, graffia e fa divertire, come di rado succede in Italia. Confido nel gran finale con il ritorno der Murena e Lo Cascio nei panni del "cattivo".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me i nuovi personaggi sono piaciuti... ma aldilà di questo, trovo il film molto più "solido" e consistente rispetto al primo episodio. E anch'io aspetto comunque il gran finale: con "Er Murena" E walter Mercurio (Lo Cascio) saranno scintille!

      Elimina
  2. Bellissimo e adrenalinico, un vero action-movie! Roba che in Italia è merce rara, e oltretutto ottenuto con mezzi infinitamente minori rispetto ai kolossal americani. Di nuovo tanto di cappello a Sibilia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sottoscrivo in pieno. Quando si fanno questi confronti non si pensa mai al budget enormemente superiore che hanno oltreoceano, ed è una gran nota di merito per Sibilia e colleghi...

      Elimina
  3. Mi sono fermato alla trama... Spero di vederlo domani :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto così :)
      Di solito non "spoilero" molto nelle mie recensioni, ma indubbiamente è meglio (ri)parlarne con cognizione di causa... ti aspetto qui!

      Elimina
  4. Il primo non mi aveva fatto gridare al miracolo come a molti, approccerò questo ma senza grosse aspettative: chissà che non sia meglio così!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessun miracolo, ci mancherebbe. Ma un film solido e ben costruito assolutamente sì.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...