venerdì 30 dicembre 2016

ROGUE ONE: A STAR WARS STORY

(id.)
regia: Gareth Edwards (Usa, 2016)
cast: Felicity Jones, Diego Luna, Mads Mikkelsen, Forest Whitaker, Ben Mendelsohn, Riz Ahmed, Donnie Yen
sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
fotografia: Greig Frazer
scenografia: Doug Chiang, Neil Lamont
montaggio: Jabez Olssen, John Gilroy, Colin Goudie
musica: Michael Giacchino
durata: 133 minuti
giudizio: 

trama:  Gli eventi descritti in questo film si collocano temporalmente appena prima dei fatti di "Una nuova speranza", ovvero il primo "storico" Star Wars: un gruppo di ribelli guidati dalla giovane Jyn Erso e dal comandante Cassian Andor cercano di rubare all'Impero i progetti di costruzione della terribile Morte Nera, una mostruosa arma letale capace di distruggere interi pianeti e che, se terminata, condannerà l'Universo alla dittatura imperiale.


dico la mia: Chiamatelo pure come volete: spin-off, reboot, prequel o pinco-pallino... poco importa, tanto la sostanza è una sola: l'unico motivo per cui è stato realizzato Rogue One è puramente commerciale, in quanto scritto nero su bianco nel lauto contratto che George Lucas ha imposto alla Disney per vendere la sua "creatura", la LucasFilm. Gli accordi prevedevano (e prevedono tuttora) che la Disney si sarebbe impegnata a girare un film all'anno, e dato che gli episodi VIII e IX della "saga" vera e propria verranno fatti uscire al cinema con cadenza biennale (2017 e 2019 appunto) era necessario girare anche dei film "paralleli" che non lasciassero scoperti gli anni pari.

Questo per dire che alla base di Rogue One non c'è alcuna velleità artistica, ma solo un discorso di marketing. Il che, intendiamoci, non è certo un delitto e non è nemmeno fuorilegge... giusto per mettere a tacere tutti quelli che, scoprendo l'acqua calda, lo hanno bollato come inutile e non necessario. Ora, ammesso che esistano davvero dei film "necessari" (parlo in generale, non solo per Star Wars) quello che mi pare importante chiedersi, per chi fa critica, è se questa operazione abbia senso anche dal punto di vista autoriale: se, cioè, il film offra anche spunti artistici degni di nota o meno...

Difficile rispondere, perchè se da una parte la pellicola è piuttosto "standardizzata", cioè costretta a seguire a livello stilistico un canovaccio obbligato imposto dalla storia e dalla tradizione (sarà pure una "costola" di Star Wars, ma è comunque uno Star Wars a tutti gli effetti) è innegabile che questo episodio singolo, scollegato dalla saga principale, offriva agli sceneggiatori e al regista molta più libertà di movimento, non dovendo seguire a tutti i costi gli sviluppi di trama imposti dalla serialità e avendo invece la possibilità di vivere "di vita propria". E in effetti così è stato: Rogue One è un film oggettivamente diverso dagli canoni abituali di Star Wars, nella fattispecie molto più cupo e molto meno ironico rispetto agli episodi "ufficiali" della serie. Si tratta di un film di guerra a tutti gli effetti, che cita rispettosamente diversi grandi classici del passato (da Una sporca dozzina a Il giorno più lungo) e che non disdegna scene tragiche piuttosto inusuali ed efferate, in quanto nient'affatto vincolato all' happy-end (di più non si può dire per non incorrere nello spoiler...)

Del resto il regista Gareth Edwards aveva dimostrato fin dal suo esordio (con il bellissimo Monsters del 2010, un originale fanta-horror a basso budget) di essere perfettamente a suo agio con le atmosfere tese e violente dei war-movies, e in effetti anche questo Rogue One si dimostra efficacissimo nelle scene d'azione e nella spettacolarizzazione del conflitto: quando infatti il film comincia a ingranare la marcia è un continuo crescendo di ritmo, pathos e tensione, con vorticosi stacchi di montaggio e un'ottima gestione delle location cinematografiche (ricreate tutte in una mirabolante computer-graphic). Un crescendo che indubbiamente funziona e che riesce ancora ad emozionare gli spettatori di tutte le età (non solo i "nostalgici" quindi, per i quali sono inseriti comunque camei "ad hoc" dei personaggi più illustri della serie, da Darth Vader a C-3PO, alla compianta Carrie Fisher/Leia Organa che appare in fotogramma nel finale).

Il problema di Rogue One è che tutto questo però accade solo dalla metà del film in avanti... prima, per più di un'ora, assistiamo inerti al lento dipanarsi della matassa, operazione tutt'altro che semplice e che mette a dura prova la pazienza di chi guarda, eccezion fatta (forse) per i fan più integralisti: personalmente ho calato la palpebra più volte di fronte alla snervante descrizione dei fatti che occupa tutta la prima parte, dedicata alla didascalicissima esposizione delle forze in campo.

Un difetto non di poco conto per una produzione che, colpevolmente, non impara dal suo passato: una delle ragioni principali del grande successo di Star Wars stava infatti nella sua semplicità, nell'immediatezza di una storia semplice e diretta (i buoni contro i cattivi, i ribelli contro l'Impero) comprensibile immediatamente a tutte le latitudini. Qui invece per rimettere insieme i pezzi del mosaico ci vuole almeno tutto il primo tempo, una lungaggine ingiustificata per un film che, come già detto, essendo un episodio "singolo" e indipendente poteva benissimo risparmiarsi collegamenti, rimandi e inutili complicazioni. E appare davvero strano che una coppia di sceneggiatori esperti come Chris Weitz e Tony Gilroy siano caduti nell'errore...

Infine, un altro difetto evidente di Rogue One (dovuto, a mio parere, alla presunzione tutta "lucasiana" che la storia narrata basti, da sola, a scaldare i cuori del pubblico) sta nella debolissima scelta degli interpreti principali: a memoria, non ricordo negli altri episodi della serie una coppia di protagonisti più scialba e inespressiva...  Diego Luna e Felicity Jones offrono una prestazione così impalpabile che li dimentichi subito, un attimo dopo i titoli di coda.

La Jones, specialmente, con quella faccina così pulita e "perfettina", da ragazza della porta accanto, è forse la guerrigliera più improbabile mai vista sullo schermo! Fortuna vuole che a salvare la baracca ci siano due "mostri sacri" come Mads Mikkelsen e Forest Whitaker: quest'ultimo in particolare, "sepolto" da un'armatura pesante e volutamente retrò (sembra un personaggio preso da una sci-fi degli anni '50) e che di nome fa Saw Gerrera, grande capo dell'esercito ribelle (l'assonanza fonica con Che Guevara è tutt'altro che casuale) vale da solo il prezzo del biglietto. E menomale!

16 commenti:

  1. Finora il tuo è il parere più posato che ho letto in giro. Ero partito con aspettative nulla e invece mi hanno fatto venir voglia di vederlo (con calma...).

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    1. Sarà che io, per motivi affettivi e personali, mi aspetto sempre molto da "Guerre Stellari" (preferisco chiamarlo così). E in questo film non sono riuscito a vederci, in tutta onestà, il capolavoro millantato da altri...

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  2. Faccio una premessa: non sono un fan accanito dell'universo di Star Wars. Mi basta vedere i film... Detto questo, devo ammettere che questo capitolo mi è davvero molto piaciuto. Qualcuno nel mio blog ha scritto che è "quello che Star Wars non ha mai detto". Io lo vedo come un ottimo approfondimento, che analizza cose che non si sono viste negli altri film.

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    1. Mah... io sinceramente tutta questa analisi non ce l'ho vista. Il che, ripeto, non significa che sia un brutto film. Però mi riesce difficile vedere altri aspetti che esulino da quelli commerciali: va bene approfondire, ma è e resta un prodotto d'intrattenimento. E secondo me quasi un'ora senza che accada praticamente nulla è troppo...

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  3. Mi spiace che non ti sia piaciuto. Io invece, dopo la delusione di Episodio VII sono rimasta davvero soddisfatta. Il discorso sul commerciale è ormai evitabile, chi lo negherebbe... il punto è che, al contrario di episodio VII questo è un film con un suo intento personale, non è puro revival. Il risveglio della forza non si è preso nessun rischio, e così non ci ha raccontato nulla.
    Non dico che questo valeva la pena di girarlo e lo scorso no, per le palate di soldi che ci hanno fatto è evidente che valeva la pena per entrambi, ma questo è un film che ha puntato di più sulla qualità del racconto, oggettivamente una cosa apprezzabile ;)
    Quelli che anche tu riconosci come dei pregi non sono per niente dei pregi da poco. Sono passati dal costruire con le ceneri di Guerre Stellari per compiacere il fan, al produrre un film che davvero può dirsi una attualizzazione di guerre stellari.
    La drammaticità di questo era un rischio dopo il successo della scopiazzatura che era episodio VII... apprezzatissimo che lo abbiano corso.

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    1. Ma io non ho scritto che non mi è piaciuto! :) ci sono delle cose buone e le ho evidenziate, ma in tutta franchezza proprio non riesco a vederci i "rischi" che dici te... dove sta l'innovazione? I personaggi cambiano nome ma la storia è sempre la stessa, perfino il solito robot-androide è protagonista in tutti gli episodi, che si chiami C3-PO o K-2SO poco cambia. Il problema è che la storia nei primissimi film si dipanava con ritmo e azione fin da subito, adesso invece bisogna aspettare un'oretta prima che accada qualcosa... francamente troppo! Proprio per questo dico che l'unico motivo per cui è stato prodotto questo film sono i soldi: perchè, davvero, non ci vedo nient'altro che potesse giustificarne la realizzazione!

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  4. Sono d'accordo con te: merita vederlo solo sei fan, altrimenti nella prima si ronfa profondamente. Tremendo il doppiaggio italiano!

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    1. Hai ragione: il doppiaggio è un altro punto debole. Magari nella versione originale il personaggio interpretato da Felicity Jones ha una voce... quantomeno più aggressiva! Ma ci credo poco.

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  5. Io, sinceramente, tutta questa "originalità" non ce l'ho vista per niente, anzi. Andrò controcorrente ma mi è piaciuto di più "Il risveglio della forza" che quantomeno sapeva unire bene il vecchio con il nuovo, accontentando vecchi e nuovi fan.

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    1. Per me sono, qualitativamente, sullo stesso livello. Ma sono d'accordo con te: quantomeno "Il risveglio della Forza" uno scopo ce l'aveva!

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    2. Per curiosità e senza polemica: quale?

      T.S.


      P.S. comunque nessun film della saga ha mai brillato per le interpretazioni degli attori.

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    3. Beh, se non altro quello di portare avanti l'esalogia... di proseguire un discorso, di far avvicinare i vecchi fan ai nuovi e fargli scoprire la magìa di una serie. Poi, è ovvio, mica mi nascondo dietro un dito: l'interesse primario è sempre quello commerciale, ma credo che ci sia differenza tra il proseguire un discorso iniziato quarant'anni fa e girare un singolo episodio, fine a se stesso, scollegato da tutto, solo per tappare un buco... io almeno la vedo coaì.

      Per quanto riguarda gli attori è vero: di sicuro il fascino di Star Wars non è dipeso dai suoi interpreti. Però anche qui credo ci sia differenza, prendi Carrie Fisher: per quanto non bellissima era comunque "una faccia", un "tipo", aveva carisma, grinta, personalità. La Jones è trasparente come l'acqua, semplicemente non si nota... ora, riconosco che gli attori "storici" hanno dalla loro parte il mito della prima trilogia e sono stati aiutati da quello, magari hanno beneficiato in parte di una gloria non loro, ma guardiamo anche la trilogia successiva: c'erano Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Christopher Lee: non proprio gli ultimi arrivati! Non a caso in questo film ci sono Mikkelsen e Whitaker, gente che i due ragazzini protagonisti se li mangiano a colazione!
      Imho, ovviamente...

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    4. Ma... non so se davvero vale la pena di elevare a "scopo" il portare avanti una storia se nel farlo ci si abbandona al fan service più sfrontato.
      Sulla carta ti darei ragione, certo, ma davvero Episodio VII fa di tutto per sembrare uno stanco rimescolio di elementi e situazioni viste e riviste in questo universo narrativo.
      Quindi, non saprei chi prendere tra un film che per andare avanti torna indietro e una pellicola che invece va direttamente al passato.
      In entrambi i casi Disney & soci han dimostrato di essere infinitamente pavidi se nemmeno con un brand che si vende da solo come Star wars sono riusciti a escogitare qualcosa di meglio.
      (e intendo anche commercialmente meglio dove a una maggiore inventiva ci sarebbe stata anche una più grossa possibilità di monetizzare a lungo termine)

      Mah, a 'sto punto sono curioso di vedere se qualcuno avrà ancora il coraggio di propinarci l'ennesima morte nera...


      Sugli attori non sono d'accordo dato che ho sempre ritenuto la Fisher un pesce lesso capitato lì non so per quali motivi. Certo oggi si tenta di rivalutarne la carriera ma oggettivamente credo che sia stata la classica attrice minore fagocitata dall'interpretazione di un personaggio non dico bello ma iconico.

      Prendendola di peso da episodio IV e grattandone via la miticità acquistata in seguito al fenomeno Star Wars non mi pare che la Fisher possa sovrastare la Jones in maniera così netta...
      In entrambi i casi abbiamo delle attrici che non spiccano.

      Il punto è che mi pare che da sempre Star wars non brilli come interpretazioni degli attori impiegati.
      Bravi o meno l'effetto è sempre di un appiattimento recitativo che credo nell'intenzione di Lucas fosse un voler dare un taglio "antico/epico" alle vicende (una sorta di scrittura aulica dei personaggi) ma che con il brand ormai sedimentato s'è trasformato in stantio marchio di fabbrica.
      Non a caso credo che Neeson, McGregor, Portman e Lee siano apparsi raramente più imballati che in Star wars.

      Come sempre, tutto questo è un mio parere e non voglio imporre alcunché.
      Anzi, la chiudo qui e chiedo venia se son apparso pedante.

      T.S.

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    5. Figurati, mi fa sempre piacere discutere pacatamente di cinema tra appassionati... anzi, sono io che ti ringrazio per i tuoi interventi e ti invito, se ti va, scrivermi quando e quanto vuoi.

      Tornando al punto, sono assolutamente d'accordo con te riguardo la "pavidità" della Disney: in effetti non hanno innovato il format nemmeno di una virgola. Penso però che questo sia un male comune a tutte le grandi major: ormai produrre colossi come questi costa svariate decine di milioni di dollari, e nessuno ovviamente se la sente più di sperimentare con il rischio di "bucare" l'incasso. Sempre meglio l'uovo oggi che la gallina domani. A rimetterci, ovviamente, è la qualità dei film che ormai a Hollywood, a mio avviso, per quanto riguarda il cinema commerciale ha toccato i minimi storici.

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  6. Ciao Kris! Io non ho visto il film ma la tua recensione mi è piaciuta molto ed ha riassunto perfettamente numerose opinioni che avevo sentito in giro.. espresse in modo molto meno organico e comprensibile rispetto al tuo post. Per cui.. grazie!

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    1. Ciao Audrey! Grazie a te per i complimenti, fanno sempre piacere... sei gentilissima. Se hai voglia e se riesci a vedere il film fammi sapere la tua opinione, così ne parliamo insieme e ci confrontiamo. Buon anno e buon cinema!

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